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Lunedì 16 Ottobre 2017

Siccità ed energia idroelettrica

La mancanza di acqua sta avendo delle ricadute economiche sui prezzi spot e futures. Forse le precipitazioni di questi ultimi giorni porteranno dei miglioramenti


224 siccitaL’inverno e l'inizio di primavera sono stati caratterizzati dalla mancanza di precipitazioni e questo sta avendo delle dirette conseguenze sulla produzione di energia idroelettrica. La mancanza d’acqua ai fini idroelettrici registrata in questa primavera è dovuta principalmente alla scarsa alimentazione proveniente dallo scioglimento di ghiacciai e nevai (regime idrologico nivale-glaciale che prevede una “magra” invernale, una lunga “morbida” tra la primavera e l’autunno, con plateau estivo). In estate dovremo mettere in conto di fare a meno dell’alimentazione preveniente dallo scioglimento dei ghiacciai (regime idrologico glaciale che prevede un’unica “magra” invernale e un’unica “morbida” estiva).

 

La mancanza di energia idroelettrica sta influenzando, al rialzo, i prezzi spot della Borsa elettrica e quelli futures (piattaforme IDEX, EEX, TFS, …), basti ricordare come nei mesi di aprile 2014 e 2016, anni caratterizzati da abbondanti precipitazioni nevose, avevano infatti registrato una diminuzione delle quotazioni proprio in virtù dell’importante apporto di acqua e quindi di energia idroelettrica.

Il grafico seguente mostra le quotazioni futures per l’energia elettrica dal mese di gennaio 2015.

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Nel Nord della nazione, la situazione è particolarmente grave. Nell’inverno passato, in Veneto, su Dolomiti e Prealpi non ha quasi mai nevicato, apporti dal Trentino non ne sono arrivati e le falde sono ai livelli minimi. L’Adige dovrebbe avere una portata media di 80 mc/s, ma abbiamo toccato i 37 mc/s e il mar Adriatico ha risalito la corrente in senso inverso per cinque chilometri. Per correre ai ripari, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato lo stato di crisi idrica fino al prossimo 15 maggio, prevedendo misure anche per il sistema degli impianti idroelettrici e dei consorzi di bonifica. Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha invece deciso di chiedere ad Alperia, società energetica controllata dalla Provincia, di garantire il rilascio di ulteriori 6 mc/s in media giornaliera dai suoi bacini.

La situazione non è migliore in Lombardia, dove lo stato di siccità che interessa il bacino del fiume Po persiste da mesi e sta raggiungendo i livelli del 2007, anno nel quale, si determinarono gravi problematiche di natura ambientale, agricola, di fruizione turistica e di navigazione.

Si riporta, a titolo di esempio, un grafico estratto dal Bollettino Regionale della Siccità dell’ARPAE, Servizio Idro Meteo Clima della Regione Emilia Romagna che evidenzia l’anomalia percentuale delle precipitazioni del mese di marzo 2017 rispetto alle medie dello stesso mese per il periodo 2001-2015. Si può notare una differenza importante che arriva, in alcune zone, ben oltre il 90%.

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