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Lunedì 23 Settembre 2019

Esplosione gasdotto in Austria: quali conseguenze sui prezzi?

Effetti della dipendenza energetica dell'Italia dall'estero


251 gasdotto

Nella mattinata di martedì 12 dicembre a Baumgarten (Austria) è esploso il gasdotto che importa verso l’Italia il metano dalla Russia. A seguito del blocco del flusso di gas verso il nostro Paese per circa 8 ore, i prezzi hanno subito un’impennata dopo i rincari delle settimane precedenti dovuti alla fermata di un’altra condotta di importazione, quella che arriva da Germania e Olanda e il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza energetica (rientrato già il 15 dicembre), che prevede diverse misure per limitare i consumi e aumentare la disponibilità.

Attraverso Baumgarten transita il 10% della domanda europea di gas naturale, per un volume pari a circa 40 miliardi di metri cubi l’anno; la centrale è il terminale del gasdotto di Urengoy-Uzhgorod, che collega la Russia all’Europa passando attraverso l’Ucraina, con una portata potenziale di 140 miliardi di metri cubi l’anno. Da Baumgarten, al centro di una rete di gasdotti secondari, il gas arriva in Italia, Francia, Germania, Croazia, Slovenia ed Europa orientale.

Come già accennato in precedenza, nella giornata dell’incidente, il prezzo del gas in Italia è aumentato in modo significativo. Secondo MGP-GAS, una delle piattaforme italiane gestite dal GME, il giorno 11 dicembre il prezzo oscillava tra i 24,9 e i 25,9 c€/m3 con una media di 25,8 c€/m3, mentre il giorno successivo i valori oscillavano tra i 33,9 e i 68,8 c€/m3, con una media di 48,6 c€/m3. Nella giornata di mercoledì 13 dicembre anche i prezzi spot elettrici hanno risentito di questo aumento e il PUN orario quotato alla Borsa elettrica alle 17:00 ha toccato quota 170 €/MWh. Questo è facilmente comprensibile se si pensa che dall’Austria entra in Italia, tramite il passo del Tarvisio, quasi la metà del metano importato e che buona parte dell’energia elettrica in questo periodo viene prodotta con i gruppi termoelettrici alimentati a gas naturale.

Anche se questo incidente ha messo a dura prova gli approvvigionamenti di gas complessivi, va detto che il sistema del gas europeo, è solido ed è migliorato rispetto al 2009, quando fu messo a dura prova dal blocco delle forniture russe attraverso l’Ucraina.

Un segnale positivo arriva dal rapporto sulla sicurezza gas pubblicato il mese scorso, l’associazione europea dei Tso, EntsoG, che prevede, nello scenario più pessimistico (totale interruzione degli approvvigionamenti dalla Russia nei 20 giorni più freddi dell’inverno) un deficit di volumi pari a non oltre il 7% della domanda.

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