Porto di Trieste: analisi del livello di sostenibilità energetico ambientale

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 L’innovazione tecnologica come strumento principale per rafforzare la competitività dei porti


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Negli ultimi mesi il Porto di Trieste è stato spesso sotto i riflettori per le vicende legate ai suoi vertici, ma è importante ricordare che è anche uno dei centri nevralgici per l'import/export italiano ed europeo.

Polo Tecnologico per l’Energia ha eseguito, nel corso del 2018, l’analisi del livello di sostenibilità energetico ambientale del Porto di Trieste con l’obiettivo di identificare gli interventi di efficienza energetica atti ad innalzarne il livello rispetto allo stato attuale.

Partendo dall’analisi dello stato di fatto del Porto di Trieste, attraverso la raccolta dei dati caratteristici degli impianti produttivi e di servizio e dei dati relativi agli attuali consumi energetici, si sono individuati i principali centri di consumo e costo energetico. Si sono identificati i problemi di diversa natura che incidono sulle prestazioni del Porto di Trieste tramite mappatura dei processi ed identificazione dei bisogni e delle sfide arrivando ad elaborare l’analisi S.W.O.T. (Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats). Infine si sono definiti i possibili interventi tecnici e gestionali per apportare benefici in termini di risparmio energetico ed economico a favore dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (AdSPMAO) e dei soggetti che operano all’interno dell’area portuale.

Situato nel cuore dell’Europa, nel punto d’incontro fra le rotte marittime e i corridoi europei, Adriatico-Baltico e Mediterraneo, il Porto di Trieste è un hub internazionale di snodo per i flussi dell’interscambio terra-mare che interessano il dinamico mercato del Centro ed Est Europa.

Nel 2017 è stato il primo porto in Italia e 11° porto in Europa per tonnellaggio totale movimentato, primo porto in Italia per traffico ferroviario e primo porto petrolifero nel Mediterraneo.

Nel suo complesso, il Porto di Trieste offre:

  • 2,3 milioni di mq di aree portuali di cui circa 1,8 milioni di mq di zone franche;
  • 925.000 mq di aree di stoccaggio di cui coperte circa 500.000 mq;
  • 12 km di banchine;
  • 58 ormeggi operativi;
  • fondali profondi fino a 18 metri;
  • 70 km di rete ferroviaria interna con 200 treni a settimana.

Il sistema portuale ha una serie di attività molto diverse, legate alla tipologia di servizio svolto, con terminal distinti destinati a passeggeri, attività logistiche-commerciali e cantieristiche-industriali. Ciascun complesso di attività ha bisogno di energia, prevalentemente sotto forma di elettricità, con alcune utilizzazioni particolarmente energivore, che richiedono quindi un’accurata previsione dei fabbisogni (a breve e a medio termine) e, quindi, anche delle infrastrutture impiantistiche interne al porto e di quelle della rete di distribuzione nazionale.

Ne consegue che l’innovazione tecnologica si configura come lo strumento principale per rafforzare la competitività dei porti per accrescerne l’attrattività. AdSPMAO sta definendo alcune linee d’azione in grado di attrarre nuovi investimenti per il territorio, individuando e sperimentando modelli per agevolare insediamenti ad alta tecnologia, da parte di imprese internazionali interessate all’innovazione, ad esempio nel settore manifatturiero, della cantieristica navale, della logistica e della cosiddetta ”economia circolare” basata sul riutilizzo degli scarti (ad esempio nel settore energetico), in un quadro specificamente orientato alla sostenibilità delle attività produttive, in coerenza con le politiche promosse dalle vigenti direttive europee in materia.

La gestione efficiente dei porti sul piano energetico-ambientale può consentire il perseguimento di importanti risultati nella riduzione delle emissioni di gas serra, visti gli ampi margini di miglioramento possibili. In particolare, il porto di Trieste, nonostante gli importanti interventi eseguiti, mostra ancora un potenziale significativo di miglioramento del livello di efficienza energetica conseguibile attraverso le seguenti principali azioni:

  • riorganizzazione dell’architettura di rete elettrica con una infrastruttura di ripartizione (efficienza di architettura) e produzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo abbinato a sistemi di accumulo;
  • realizzazione di interventi di efficienza energetica partendo dalla diagnosi energetica di edifici ed impianti, la successiva esecuzione degli interventi di efficienza, la riqualificazione dell’illuminazione portuale e lo sviluppo della mobilità elettrica;
  • miglioramento dell’efficienza di esercizio con il supporto del sistema di supervisione;
  • azioni incentivanti rivolte a tutti gli operatori portuali per la riduzione dei consumi energetici e la produzione di energia rinnovabile.

L’elettrificazione delle banchine (cold ironing) rappresenta solo uno degli elementi, probabilmente il più efficace, ma anche il più complesso e non può costituire la sola soluzione al problema dell’efficienza e della sostenibilità energetica ed ambientale, ma potrebbe essere in questa fase al centro di prime sperimentazioni, ad esempio nel settore della mobilità marittima locale.

Riguardo l’uso di combustibili alternativi, a basso impatto ambientale, AdSPMAO auspica lo sviluppo del gas naturale liquefatto (GNL) in termini di piccoli impianti di bunkeraggio distribuito, con l’obiettivo di conseguire un significativo abbattimento delle emissioni e degli impatti sull’ambiente lungo tutta la catena logistica.

AdSPMAO punta all'avvio di azioni condivise e sinergiche che coinvolgano Porto, istituzioni, territorio, cittadinanza attiva, Università e Centri di ricerca, teso allo sviluppo sostenibile delle aree portuali.

Il porto di Trieste presenta vaste aree che possono essere oggetto di interventi di riduzione degli sprechi energetici e di realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili a beneficio, principalmente, dei consumi delle stesse imprese che nel porto operano.

AdSPMAO dovrà quindi identificare ed adottare gli strumenti necessari alla realizzazione di azioni concrete di intervento per una regolamentazione di indirizzo degli interventi futuri attuabili nell’area, anche ad opera degli operatori privati. Contestualmente si dovrà fornire agli operatori portuali privati uno strumento concreto e le informazioni al contorno necessarie per cogliere significative opportunità di investimento capaci di generare ritorni economici sia sotto forma di risparmi che di nuovi ricavi.

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