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Domenica 25 Agosto 2019

Tecnologia e innovazione dal cuore della montagna

Unico al mondo nel suo genere, il progetto del magazzino ipogeo del Consorzio Melinda rappresenta il primo tentativo a livello globale di frigo-conservazione in CA (Controlled Atmosphere) a temperature positive di mele in ambiente sotterrano. Si tratta di un vero e proprio connubio tra agricoltura, innovazione, industria e salvaguardia del territorio.


90 ipogeoIl progetto dalla nascita fino alla realizzazione

Il luogo adatto per l’avvio del progetto ipogeo è stato individuato in Val di Non, nella frazione di Tuenetto di Taio, sfruttando la cava sotterranea denominata “Rio Maggiore” dalla quale si estrae dolomia usata come inerte per il confezionamento del calcestruzzo e dei premiscelati di Tassullo spa. Alla cava si accede direttamente in dolomia attraverso una faglia affiorante sul lato della valle e si estende per svariati ettari. Il banco di dolomia si trova a quota 575 metri sul livello del mare, e parte da circa 50 metri sotto la superficie fino a 350 metri di profondità.
Già nel 2011 prende il via la prima fase: in collaborazione con Università ed Istituti di Ricerca italiani e norvegesi, sono stati realizzati dei modelli di studio che riguardavano il consumo energetico, la tenuta ai gas e la qualità delle mele così conservate. L’idea è stata quella di scavare dei vuoti adatti a possibile uso futuro e quindi studiati appositamente, in questo caso, all’ottenimento di un magazzino per la conservazione della frutta. Nel 2012, durante la seconda fase, si è passati alla realizzazione di una piccola cella-laboratorio, della capienza di sole 120 tonnellate, dove si è proceduto a studiarne il comportamento effettivo, permettendo di ottenere anche una simulazione della sostenibilità economica. I primi test hanno dato esito molto positivo e per questo si è deciso di investire nella realizzazione di un primo settore di celle, dodici in tutto. Il complesso, inaugurato nell’ottobre 2014, è in grado di contenere e conservare in atmosfera controllata circa 10.500 tonnellate di mele (1.050 vagoni).90 ipogeo 1 Questo impianto pilota su scala industriale è composto da due gallerie parallele nelle quali vengono stivate le mele, unite da corridoi perpendicolari che confluiscono in una terza galleria centrale di transito e collegamento.

Polo Tecnologico per l’Energia ha seguito tutta la fase autorizzativa e progettuale degli impianti elettrici e tecnologici a servizio della frigo-conservazione oltre che ad assumere l’incarico per seguire il progetto di ricerca abbinato a questa importante opera.
Il progetto ha subito posto delle grosse problematiche dal punto di vista della sicurezza sul lavoro e dell’antincendio. Il continuo confronto con i vari enti e la messa in campo di tecnologia applicata alla sicurezza, di strumenti evoluti di analisi agli elementi finiti e simulazioni sperimentali ha posto le basi per il superamento dei problemi e l’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni.
Durante le fasi di realizzazione, Polo Tecnologico per l’Energia ha curato la direzione lavori e il coordinamento dell'installazione di tutti gli impianti tecnologici dei magazzini ipogei.

I vantaggi del progetto

90 ipogeo 2La temperatura naturale rimane costante negli spazi sotterranei ed è pari a circa 10°C. Ciò avviene senza l'utilizzo di isolanti artificiali, ma sfruttando l'enorme capacità termica della roccia di immagazzinare e non disperdere freddo.
Grazie al naturale effetto coibentante, sarà anche evitato l'utilizzo di oltre 10 metri cubi di Poliuretano espanso che dura circa 20 anni e quando va smaltito diventa altamente inquinante. Vengono abbattuti in misura significativa i costi di costruzione (circa 20% in meno) e quelli di gestione dei centri di conservazione (circa 30% in meno), ma soprattutto si riduce ulteriormente l’ impronta ambientale. È prevista una riduzione fino al 60% del consumo di energia elettrica rispetto ad un impianto standard e una riduzione della produzione di CO2 pari a circa 40.000 kg/anno, cioè tanta quanta ne viene assorbita da 50 ettari di bosco di conifere adulte.
Si risparmierebbero 27.000 metri cubi di acqua ogni anno (cioè quanto 10 piscine olimpioniche), dieci ettari di territorio e paesaggio (dieci campi da calcio), e 250.000 metri cubi di capannoni ed edifici.
Indubbiamente questa soluzione garantisce anche la preservazione dell'impatto paesaggistico, dal momento che tutto l'impianto è praticamente invisibile dall'esterno. Il progetto evita il consumo di territorio vocato alla produzione della frutta grazie al recupero di aree nel sottosuolo altrimenti non utilizzate.
Infine, non sono da trascurare le ricadute a livello di immagine che un progetto così innovativo ha portato al consorzio trentino.

Prossimi sviluppi

L’obiettivo è di sviluppare ulteriormente il progetto entro il 2020, portando la capacità di accumulo in ipogeo a 50 mila tonnellate e a 420 mila tonnellate il volume complessivo di gestione.
Anche per quanto riguarda il trasporto delle mele potrebbero essere adottate tecnologie diverse da quelle attuali, affidando il compito ad un sistema robotizzato in grado di portare le mele dentro e fuori dai tunnel.

L’Ipogeo in numeri

Il risparmio ottenuto: Dati singola cella:
60.000 m3/anno
di acqua per gruppo frigo
880 tonnellate
capacità di accumulo
0,45 m2/t
di territorio impiegato per la conservazione
11x12 m
dimensioni interne della cella
1,9 m3/vagone
di materiale isolante
8x8 m
dimensione vie di collegamento

 

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