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Martedì 21 Maggio 2019

Teledistacco: conseguenze per i produttori da fotovoltaico ed eolico

fonte-rinnovLa delibera 421/2014 dell’AEEG introduce nuove prescrizioni relative ai servizi di rete e ai distacchi per gli impianti di generazione distribuita. In particolare, sono coinvolti gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza uguale o maggiore a 100kW connessi (o da connettere) alla rete di media tensione e con domanda di connessione presentata prima del 1 gennaio 2013. Secondo una stima indicativa, gli impianti coinvolti dal provvedimento sarebbero circa 50mila, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Per garantire la sicurezza della rete, anche in condizioni di emergenza o criticità, tali impianti dovranno dotarsi di sistemi che rendano possibile il teledistacco dalla rete. Si tratta di installare sistemi in grado di operare una disconnessione comandata da remoto degli impianti dalla rete. Tutti i costi di intervento (acquisto dei componenti, modifica ai progetti, gestione delle pratiche, ecc.) sono a carico del titolare dell’impianto che, una volta effettuati i lavori, dovrà inviare all’impresa distributrice la comunicazione di avvenuto adeguamento. Sono previsti dei contributi per tutti i produttori che adegueranno il proprio impianto entro il 30 giugno 2015. Il contributo, di importo variabile tra 800 e 500 euro sulla base del numero di sistemi di protezione installati, sarà erogato direttamente dall’impresa distributrice a seguito delle opportune verifiche di funzionamento.

Il sistema di teledistacco dovrà essere realizzato entro il 31 gennaio 2016 o, per le installazioni che in quella data non siano ancora connesse, entro la data di entrata in esercizio dell’impianto. Il mancato adeguamento dell’impianto nei tempi previsti presuppone la sospensione dell’erogazione degli incentivi fino ad avvenuto adeguamento.

In caso di necessità, il distributore potrà quindi inibire il funzionamento dell'impianto e la relativa produzione. Il distacco avrà ovviamente effetto sul calcolo degli incentivi economici retribuiti al produttore che non potrà immettere energia in rete nel periodo di tempo interessato. Inoltre, non sarà possibile usufruire dell'energia per l'autoconsumo che dovrà essere invece prelevata dalla rete.

L’applicazione di questa delibera ha fornito nuova linfa di discussione ai già numerosi dibattiti nel settore delle fonti rinnovabili in Italia. Da un lato Terna difende la misura, evidenziando l’assoluta necessità di intervenire in questo senso per garantire la gestione in sicurezza del sistema, garantendo tempi di intervento e di disconnessione più rapidi degli attuali. Dall’altra parte i produttori, pur condividendo la reale problematica di gestione della rete, considerano il provvedimento solo un’altra azione politica a sfavore delle rinnovabili e non concordano sulla modalità di intervento.

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