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Lunedì 23 Settembre 2019

Quali novità per il cippato?

I nuovi criteri della Giunta provinciale delineano lo scenario di sviluppo in Trentino per il settore della biomassa


cippatoLa Giunta provinciale di Trento ha recentemente approvato una delibera con la quale si ridefiniscono i criteri guida generali per la concessione di finanziamenti provinciali ad impianti che utilizzano cippato (impianti di teleriscaldamento ma anche centrali termiche a servizio di singole utenze).  Al termine di una ricognizione svolta nell’ambito del “Piano di azione per le biomasse  Progetto Bio-en-area” è, infatti, emerso che la disponibilità media annua di cippato trentino di origine forestale o da segherie verrebbe saturata dagli impianti a cippato attualmente in attività e dagli ulteriori impianti in fase di autorizzazione/realizzazione.

Da qui la decisione della Giunta di rivedere le modalità di finanziamento per questa tipologia di impianti, onde scongiurare il rischio che troppe iniziative in questo settore generino l’importazione di biomassa da altre regioni, con conseguente detrimento del grado di sostenibilità ambientale delle iniziative stesse.

In ogni caso gli incentivi provinciali non scompariranno: permane infatti la volontà politica di sostenere il settore della biomassa, promuovendo però solo quegli interventi maggiormente utili per la collettività, quali gli impianti di teleriscaldamento a servizio di località non metanizzate o non facilmente metanizzabili. Analogamente, impianti di cogenerazione alimentati a cippato, come gli impianti di gassificazione, che già godono degli incentivi sulla produzione elettrica (meccanismo della Tariffa Onnicomprensiva), potranno beneficiare dell’aiuto provinciale solo nel caso in cui l’energia termica recuperata sia valorizzabile mediante rete di teleriscaldamento.

A livello numerico, la disponibilità media annua di cippato di origine forestale e da segherie ammonta a 445.000 metri cubi steri, cui si aggiungono ulteriori 118.000 metri cubi steri di legna attualmente non sfruttata (totale 563.000 metri cubi steri). I consumi medi degli impianti attualmente in attività sono stimati in 273.000 metri cubi steri mentre l’entrata in esercizio degli impianti ora in fase di autorizzazione/realizzazione comporterà un aumento della domanda di cippato di ulteriori 363.000 metri cubi steri (totale 646.000 metri cubi steri).

Per quanto riguarda il settore della biomassa, Polo Tecnologico per l’Energia ha recentemente concluso una collaborazione per uno studio di fattibilità per un impianto di teleriscaldamento a cippato, che si configura come un intervento coerente con le più recenti indicazioni provinciali in materia. Si è trattato, infatti, di un impianto a servizio dell’abitato di Santa Croce (Comune di Bleggio Superiore), situato in un’area definita non metanizzabile. Si prevede una produzione di calore richiesto dalle utenze, in inverno mediante caldaia a biomassa tradizionale e, in periodo estivo, mediante impianto di gassificazione. L’alimentazione richiesta da tali macchinari sarebbe garantita in parte dagli scarti di una vicina falegnameria, in parte dal cippato recuperabile dai boschi circostanti, mediante l’attivazione di una filiera di raccolta e conferimento della legna su scala locale.

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