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Lunedì 13 Luglio 2020

La sostenibilità ambientale della mela nel suo ciclo di vita

Un kg di mele costa circa 1,50 €. Ma quanto costa in termini di CO2 emessa nell’atmosfera?


89 mele newsLa mela prodotta in Trentino Alto Adige si dimostra sostenibile sotto l'aspetto ambientale a seguito dello studio "L'impronta carbonica della mela in Trentino Alto Adige" realizzato dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano in collaborazione con Assomela (Associazione Italiana dei Produttori di Mele). Lo studio è stato presentato il 19 novembre 2014 alla fiera "Interpoma" dedicata alla coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela.

Da diversi anni Assomela, si impegna nella definizione dell'impatto ambientale del prodotto mela, nell'ottica di apportare significativi miglioramenti alla filiera sia sul piano della sostenibilità ambientale sia dal punto di vista economico. La coltivazione delle mele è un settore importate per l'economia di alcune aree, in modo particolare per il Trentino Alto Adige, che vanta la maggior produzione a livello nazionale. Ogni anno vengono prodotte in Italia più di 1,5 milioni di tonnellate di mele che richiedono una superficie di circa 25.000 ettari.

Carbon Footprint - Cos'è?
Il calcolo dell'impronta carbonica (Carbon Footprint) si basa sull'analisi del ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Assessment - LCA) che identifica un metodo atto a quantificare, interpretare e valutare gli impatti ambientali di uno specifico prodotto o servizio durante il suo intero ciclo di vita: dall'estrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l'uso, fino al riciclo e allo smaltimento finale. Il calcolo della carbon footprint restituisce come risultato la quantificazione dell'impatto ambientale del prodotto/servizio in termini di emissioni di gas serra espressa in anidride carbonica equivalente (CO2eq).


Il calcolo della carbon footprint della mela in Trentino Alto Adige ha preso in considerazione dapprima la fase di coltivazione della mela fino al
trasporto nei magazzini. I risultati relativi a questa prima fase dello studio hanno ottenuto una carbon footprint compresa tra 0,04 e 0,06 kgCO2 per ogni kg di mele prodotto. Si tratta di valori in linea con le valutazioni espresse anche nella "Dichiarazione Ambientale di Prodotto" (EDP, Environmental Product Declaration) già ottenuta da Assomela in precedenza per un mix di mele prodotte in diverse parti del territorio nazionale (vedi allegato).

89 lca itaDal confronto con altre tipologie di frutta e/o alimenti in generale, la mela si colloca tra i prodotti con impatto ambientale minore in termini di emissioni di CO2. Nell'analisi è emerso come le elevate produzioni ad ettaro dei moderni sistemi di coltivazione assicurino una buona efficienza d'uso delle risorse, mentre la frammentazione degli appezzamenti e la distanza degli stessi dal centro aziendale sono elementi che incidono in maniera negativa sul computo totale. Inoltre, parte delle emissioni sono compensate dall'attività̀ di fissazione biologica della CO2 da parte del meleto attraverso valori di fotosintesi che superano abbondantemente quelli di respirazione.

È in corso la seconda parte dello studio, che analizza le fasi successive ovvero la conservazione, la lavorazione, il packaging e il trasporto al sito di stoccaggio ed infine al luogo di vendita. I primi risultati di questa fase indicano chiaramente che grazie all'impiego di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrico e fotovoltaico) si riesce a ridurre fino a cinque volte l'impronta carbonica.

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