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Martedì 18 Gennaio 2022

Unione energetica europea

Con l'Unione dell'Energia la Commissione Europea prevede di garantire energia sicura, sostenibile, competitiva e a prezzi accessibili.


94 energyunionLa Commissione Europea, presieduta da Jean-Claude Juncker, ha definito la strategia quadro che porterà alla costituzione della cosiddetta “Unione dell’Energia”.
Uno degli obiettivi della Commissione è la riduzione della dipendenza degli Stati dell’Unione dai singoli fornitori di energia elettrica favorendo invece la possibilità di fare affidamento ai paesi vicini, specialmente in situazioni di difficoltà nell’approvvigionamento energetico. Non a caso, uno dei cinque pilastri su cui si fonda l’Unione energetica è la sicurezza nell’approvvigionamento dell’energia elettrica. Gli altri quattro cardini sono il mercato interno dell'energia, l'efficienza energetica, la decarbonizzazione e la ricerca e innovazione.
L’Italia è stata inserita dalla Commissione Europea come uno dei 12 paesi al pari di Irlanda, Romania, Estonia, Lettonia, Lituania, Regno Unito, Spagna, Polonia, Cipro e Malta non sufficientemente interconnessi con il mercato elettrico europeo. Entro il 2020 la Commissione svilupperà una serie di progetti che hanno come obiettivo il raggiungimento del traguardo del 10% delle interconnessioni elettriche, ovvero il minimo per consentire la trasmissione e il commercio dell’energia elettrica fra i diversi Stati membri.
Per molti versi, la situazione energetica all’interno dell’Unione Europea non è delle più rosee; un primo dato importante da rilevare è che, con ben il 53% di energia importata, l’Unione è il primo importatore di energia al mondo, con una spesa equivalente di 400 miliardi di euro l’anno. Inoltre, a causa di un mercato interno così frammentato, le aziende europee pagano per l’energia elettrica un 30% in più rispetto ai prezzi negli Stati Uniti e ben il 100% in più per il gas.
L’adozione dell’Unione dell’Energia fa parte di un quadro strategico am-pio che riguarda in primo luogo la lotta ai cambiamenti climatici: l’obiettivo concreto è l’ottenimento di una riduzione dei gas serra del 40% entro il 2030 attraverso una serie di interventi normativi volti a disincentivare i prodotti fossili a favore di quelli derivanti da energia rinnovabile. Inoltre, un impulso al settore dell’efficienza energetica ed energie rinnovabili porterà ad investimenti ingenti che avranno come conseguenza positiva la creazione di molti posti di lavoro.

 

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