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Numero 5 – 2020

 

Analisi dei consumi e dei prezzi nei primi cinque mesi del 2020

L’influenza del Covid-19 e dell’inverno temperato: confronto con lo scorso anno

 

Confrontiamo l’andamento dei consumi dei primi cinque mesi di quest’anno con lo stesso periodo dello scorso anno ed esaminiamo le conseguenze in termini di formazione dei prezzi.

Possiamo descrivere con relativa certezza le ragioni del calo dei consumi e dei prezzi spot e forward e attribuire all’inverno temperato e all’emergenza Covid-19 le responsabilità principali che hanno influito su consumi e prezzi.

Il mese di gennaio 2020 è stato influenzato solamente dalle temperature oltre la media e dalla sovrabbondanza di gas in tutta Europa. La controversia sui dazi tra Usa e Cina sembrava rientrata, si aveva la certezza dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE e i produttori di petrolio erano uniti all’insegna del controllo della produzione mondiale. A livello di prezzi, le tensioni in Libia e in Iraq-Iran, a inizio anno avevano portato il Brent a 70 dollari a barile.

Già a fine gennaio però, l’esplosione di un focolaio di infezione Covid-19 nella città cinese di Wuhan aveva portato all’adozione di misure eccezionali e il blocco di molte attività produttive anche nel resto in Cina, con forti limitazioni ai movimenti di persone e merci da e verso il paese asiatico. Dal mese di febbraio il Brent aveva cominciato a diminuire fino a portarsi a metà aprile al valore 20 dollari a barile.

L’Italia risentiva del Covid-19 già da febbraio e, successivamente, cominciava a risentirne il resto del mondo. Dal 9 marzo in Italia cominciavano le misure di confinamento, con l’adozione del protocollo d’emergenza che imponeva restrizioni alla libera circolazione delle persone per ragioni di salute. L’11 marzo il Covid-19 veniva dichiarato pandemia e a fine mese 187 paesi avevano adottato misure di Lockdown.

I mesi invernali, non solo gennaio, erano stati caratterizzati da temperature superiori alla media e da un surplus di GNL, elementi che avevano contribuito a far diminuire i prezzi spot e forward del gas naturale in tutta Europa.

Le conseguenze riguardavano immediatamente i consumi, i prezzi spot e quelli forward che avevano raggiunto i minimi storici.

Si riporta un’analisi mostrata in forma di grafici e tabelle, relative ai consumi e ai prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale.

 

1. Energia elettrica

• (Grafico 1) Andamento dei consumi interni lordi italiani di energia elettrica dei primi cinque mesi dell’anno.

• (Grafico 2) Differenza richiesta di energia elettrica in Italia di da gennaio a maggio 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

• (Tabella 1) Tabella con media dei prezzi spot (Borsa elettrica) e dei forward per gli anni 2021 e 2022 (Settlement EEX)

 

 

2. Gas naturale

• (Grafico 3) Andamento dei consumi interni lordi italiani di gas naturale dei primi cinque mesi dell’anno, determinati sommando la produzione nazionale, le importazioni e detraendo le esportazioni e la variazione delle scorte.

• (Grafico 4) Differenza consumi interni lordi Italia di gas naturale 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

• (Tabella 2) Tabella con media dei prezzi spot (GME MGP-GAS) e dei forward per gli anni 2021 e 2022 (Settlement PSV).

 

 

I mesi di marzo, aprile e maggio 2020 registrano una diminuzione pari rispettivamente al 10%, 17% e 10% rispetto agli stessi mesi del 2019 come si nota dal grafico relativo alle differenze.

I prezzi spot e forward mensili dell’energia elettrica hanno raggiunto i prezzi minimi a maggio. I prezzi spot hanno raggiunto il valore di 0,00 €/MWh in alcune ore di aprile, grazie anche all’apporto massiccio di energia da fotovoltaico. I prezzi forward hanno raggiunto i valori minimi nei mesi di marzo. Da notare la chiara situazione di contango, vale a dire una situazione con prezzi spot inferiori ai prezzi forward.

I mesi di gennaio, aprile e maggio 2020 registrano una diminuzione pari rispettivamente al 9%, 23% e 23% rispetto agli stessi mesi del 2019 come si nota dal grafico relativo alle differenze.

I mesi di gennaio, aprile e maggio 2020 registrano una diminuzione pari rispettivamente al 9%, 23% e 23% rispetto agli stessi mesi del 2019 come si nota dal grafico relativo alle differenze.

I prezzi spot e forward mensili del gas naturale hanno raggiunto i prezzi minimi a maggio. I prezzi spot hanno raggiunto il valore minimo giornaliero di 5,30 c€/m3 nel mese di maggio. I prezzi forward hanno raggiunto i valori minimi nei mesi di marzo e aprile. Da notare anche in questo caso la chiara situazione di contango, vale a dire una situazione con prezzi spot inferiori ai prezzi forward.

Anche a livello europeo si è registrato un andamento dei consumi simile, con delle importanti diminuzioni nei periodi di Lockdown, a cui ha fatto seguito una formazione al ribasso dei prezzi.

A tal proposito, risulta interessante esaminare un confronto i picchi di potenza elettrica prelevati sulla rete e i prezzi spot sulle Borse elettriche in Italia, Germania, Francia e Spagna dal 21 marzo al 10 aprile mostrato una settimana fa in un webinar organizzato dall’Aiee, Associazione italiana economisti dell’energia.

Le date di inizio delle misure di Lockdown sono simili ma differenti tra Stati, come si può di seguito notare: Italia 9 marzo, Spagna 14 marzo, Francia 17 marzo e Germania 21 marzo.

Si riportano i seguenti grafici (Grafici 5 e 6) riferiti al confronto tra i dati del 2020 e quelli del 2019 nello stesso periodo (dal 21 marzo al 10 aprile):

 

1. Variazione del picco di capacità nel periodo di Lockdown 2020 vs. 2019

2. Variazione dei prezzi spot sulle Borse elettriche nel periodo di Lockdown 2020 vs. 2019

 

 

Il trend di calo dei picchi di potenza e dei prezzi spot rilevato in Italia trova conferma negli altri Paesi presi in considerazione. Un andamento simile si ha con i prezzi forward e analogamente per il gas naturale.

Questa analisi lascia alcuni spunti, che ci sentiamo di schematizzare per punti:

 

• Il mercato è influenzato da molti fattori, alcuni dei quali completamente imprevedibili (per l’inizio del 2020 il Covid-19, per la fine del 2016 la notizia del blocco di 17 centrali nucleari francesi).

• Bloccare il prezzo una volta l’anno permette di avere delle certezze ma, in caso di crollo dei mercati, costringe a mantenere dei prezzi elevati.

• Le scelte di bloccare una parte o tutta la fornitura a prezzo fisso possono essere aiutate dall’analisi dei prezzi storici e PTE è disponibile ad aiutare le proprie imprese nella gestione di un acquisto strutturato.

• In alcuni casi può essere interessante valutare di avere una percentuale di fornitura a prezzo variabile di mercato, cercando di introdurre un certo grado di incertezza sui prezzi, ovviamente dopo avere giudicato accettabile questa variabile.

 

PTE è a disposizione per assistere le proprie imprese nell’acquisto dell’energia elettrica e del gas naturale e a valutare la miglior tipologia di acquisto.

 

Gasivori: si muove qualcosa?

L’incontro Patuanelli-Confindustria potrebbe sbloccare i dossier gasivori

 

Lo scorso 26 giugno il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli ha incontrato il delegato Energia di Confindustria, Aurelio Regina. In una nota, il Mise informa che il ministro “ha dato il via libera alle misure per facilitare la transizione di importanti settori industriali gasivori ed evitarne la delocalizzazione. Su questo punto saranno riavviate due misure, una di carattere nazionale e l’altra in corso di notifica alla Commissione Ue che consentiranno di ridurre il differenziale di prezzo rispetto ai players industriali europei nel settore del gas”.

Si tratta in particolare dell’interrompibilità gas e dell’attuazione dell’articolo 21 della Legge europea 167/2017 sulle agevolazioni sugli oneri parafiscali per i cosiddetti gasivori, il cui iter era già stato avviato con il Decreto ministeriale del 2 marzo 2018, al fine di stabilire un sistema di agevolazioni analogo a quello previsto per le imprese energivore e finanziare le misure di decarbonizzazione.

PTE terrà monitorato l’evolversi della questione e vi informerà.

 

Recupero addizionali provinciali energia elettrica 2010-2011

Opposizione da parte del governo alle richieste di semplificazione

 

Resta ancora bloccato l’iter per il rimborso delle addizionali provinciali indebitamente versante negli anni 2010-2011.

Con le sentenze 15198/2019 e 27099/ 2019, la Corte di Cassazione Civile si era espressa dichiarando l’incompatibilità delle addizionali provinciali istituite negli anni 2010 e 2011 con la direttiva comunitaria 2008/118/CE, sancendo inoltre il diritto dei contribuenti alla restituzione delle somme versate.

La procedura per l’ottenimento del rimborso prevede tuttavia un’azione civilistica nei confronti del proprio fornitore che, a sua volta, può far rivalsa nei confronti dell’erario.

Accertato il diritto al rimborso delle imposte indebitamente versate, nella seduta della camera dei deputati del 9 giugno 2020, l’onorevole Baratto auspicava l’istituzione di un iter abbreviato e semplificato che permettesse la sola procedura extragiudiziale. Egli sosteneva inoltre che “ogni governo dovrebbe, per senso d’equità e di giustizia, perseguire con la massima urgenza, senza gravare i cittadini di ulteriori adempimenti per ottenere ciò di cui hanno diritto”.

Di parere opposto invece il sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze Villarosa che ribadiva come un accertamento giudiziale paia ineludibile.

Le parole dell’onorevole lasciano di fatto poche speranze a coloro che si auspicavano una procedura snella per il rimborso di quanto versato.

L’argomento era stato successivamente ripreso nel suo intervento agli Stati generali dal presidente degli industriali Carlo Bonomi, auspicando o un rimborso diretto o un credito di imposta in tempi rapidi. Facendo propria questa posizione, qualche giorno fa la Lega ha presentato una mozione in Senato chiedendo la restituzione di 3,4 miliardi di euro di accise.

Un passaggio dal giudice sembra quindi inevitabile sia per poter verificare gli importi oggetto di restituzione sia per evitare che le aziende richiedenti il rimborso abbiano già portato in detrazione costi relativi all’energia elettrica, comprese le addizionali provinciali.

Polo Tecnologico per l’Energia, tramite il proprio Studio legale di fiducia, sta seguendo pratiche di rimborso potenziale per circa 1,5 milioni di euro e rimane a disposizione per eventuali richieste di assistenza.

 

Energivori 2020: Sessione supplettiva per la dichiarazione del 2020

Apertura straordinaria del portale della CSEA per le imprese ritardatarie

 

Con la Circolare n. 28/2020/ELT, la CSEA ha comunicato che procederà all’apertura del Portale web per la presentazione delle dichiarazioni 2020, le quali potranno essere inviate, a far data da mercoledì 1° luglio fino a venerdì 31 luglio, dalle imprese in possesso dei requisiti che non abbiano già inviato tale dichiarazione nella sessione ordinaria a fine dello scorso anno.

L’Autorità ha infatti integrato l’attuale disciplina per la formazione e gestione degli elenchi delle imprese a forte consumo di energia elettrica con la deliberazione 217/2020/R/eel. L’Autorità ha ritenuto opportuno istituzionalizzare una “sessione suppletiva”, la quale costituisce una misura di “flessibilità” per le imprese che per cause alle stesse imputabili, non rispettino il termine attualmente previsto per la presentazione della dichiarazione per l’anno successivo.

A tale fine ha stabilito che il Portale web verrà aperto entro il 28 febbraio di ciascun anno per l’attribuzione della classe di agevolazione applicabile al medesimo anno. Il diritto al riconoscimento delle agevolazioni decorra dal 1° febbraio dell’anno stesso. Le imprese in classe di agevolazione VAL ammesse tramite la sessione suppletiva, saranno tenute a versare la contribuzione interamente prevista per l’anno.

Quest’anno, in via eccezionale, relativamente alle agevolazioni di competenza 2020, l’Autorità ha conferito alla CSEA il mandato di aprire la sessione suppletiva, per un arco temporale di 30 giorni a decorrere dal 1° luglio 2020, con riconoscimento dal 1° febbraio 2020 in caso di accertamento dei requisiti richiesti.

Chi aveva già fatto la presentazione della domanda non deve fare niente. Per chi non l’aveva fatta, magari perché classificata come “impresa in difficoltà” ed è uscita da questa condizione, rappresenta una grossa opportunità per classificarsi come impresa energivora e godere dello sconto sull’energia prelevata dalla rete.

Polo Tecnologico per l’Energia è a disposizione per assistere le aziende che hanno necessità di presentare la dichiarazione per il riconoscimento delle agevolazioni.

 

Dichiarazione annuale di consumo per l’energia elettrica
relativa all’anno di imposta 2019

Scaduto il termine per la presentazione delle dichiarazioni all’Agenzia delle Dogane

 

I soggetti in possesso di una licenza d’officina elettrica (di produzione e/o di acquisto) rilasciata dall’Agenzia delle Dogane devono presentare, generalmente entro il 31 marzo di ogni anno, la dichiarazione di consumo per l’anno di imposta precedente.

Quest’anno, a causa delle ben note vicende legate al COVID-19, l’Agenzia delle Dogane, in riferimento al Decreto “Cura Italia”, aveva emanato una nota in cui comunicava la proroga al 30 giugno 2020 degli adempimenti relativi alle dichiarazioni annuali per l’energia elettrica e per il gas naturale relative all’anno di imposta 2019.

Il termine ultimo è quindi scaduto nei giorni scorsi.

Ricordiamo che la mancata compilazione e successivo invio di tale dichiarazione può comportare sanzioni amministrative (da € 500,00 fino a € 3.000,00) che possono anche inficiare la validità della licenza con conseguente sospensione di eventuali incentivi.

Riportiamo una descrizione schematica delle attività necessarie.

Chi sono i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione

I soggetti tenuti a presentare la dichiarazione sono tutti coloro i quali provvedono al versamento delle accise sull’energia elettrica direttamente all’Agenzia delle Dogane. In questi casi le imposte non devono essere addebitate nella fattura dell’energia elettrica da parte del fornitore. Tra i soggetti che rientrano nell’obbligo troviamo ad esempio coloro che consumano in parte o totalmente l’energia elettrica autoprodotta da impianti di cogenerazione o che godono di esenzioni per particolari processi che sono considerati “usi esenti”.

In aggiunta devono presentare la dichiarazione di consumo anche:

 

• i titolari di impianti fotovoltaici in regime di Scambio sul Posto che utilizzano l’energia prodotta in locali o luoghi diversi da abitazioni, con potenza maggiore di 20 kW;

• i titolari di impianti di produzione(es. idroelettrico, fotovoltaico, eolico) che cedono totalmente in rete l’energia elettrica prodotta.

 

Chi non è titolare di licenza di officina elettrica non deve effettuare alcuna dichiarazione.

Indicazioni per la compilazione della dichiarazione

La dichiarazione deve essere compilata tramite l’apposito software reso disponibile dall’Agenzia delle Dogane e successivamente inoltrata all’Agenzia stessa, per via telematica, attraverso il portale dedicato. In alternativa, da quest’anno è disponibile anche il nuovo servizio per la trasmissione telematica delle dichiarazioni tramite la sezione Web Service.

La dichiarazione è strutturata in quadri:

 

• quadro A della produzione

• quadro B usi promiscui

• quadro C consumi propri esenti da accisa

• quadro E consumi propri assoggettati ad accisa

• quadro G energia elettrica ceduta

• quadro H energia elettrica ricevuta

• quadri J, L, M di dettaglio mensile

• quadro P di liquidazione dell’accisa

• quadro Q di riepilogo e saldo dell’accisa

 

Per non rischiare di incorrere in errori e sanzioni, Polo Tecnologico per l’Energia fornisce da anni assistenza per i propri clienti e li segue passo a passo nella procedura offrendo il servizio di compilazione e trasmissione della dichiarazione di consumo.

I servizi che PTE propone sono i seguenti:

 

1. Predisposizione della documentazione di supporto

2. Compilazione della dichiarazione di consumo

3. Determinazione delle rate mensili da versare per l’anno in corso

 

PTE rimane a disposizione per chi avesse dubbi riguardanti l’obbligo o per chiunque avesse bisogno di supporto nello svolgimento della procedura, tramite un servizio di assistenza dedicato.

 

Entra in vigore il Decreto Legislativo n.48/2020

Novità sull’efficienza energetica, la prestazione energetica e sulla normativa che regola gli
APE (Attestati di Prestazione Energetica)

 

In data 10 giugno 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs 48/2020 riguardante l’“Attuazione della direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica e la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”.

Si riportano le novità introdotte:

 

1. Terminologia – Aggiunta e modifica di terminologie e definizioni (art.3 e 4 D.Lgs 48/2020)

2. Ristrutturazioni immobiliari – Strategia a lungo termine per la ristrutturazione immobiliare (art.5 D.Lgs 48/2020)

3. Mobilità elettrica – Incentivo allo sviluppo della rete di ricarica per la mobilità elettrica (art.6, comma 3-sexies, D.Lgs 48/2020)

4. Impianti di climatizzazione – Esercizio, conduzione, controllo, ispezione e manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale e estiva (art.10 D.Lgs 48/2020)

5. Incentivi fiscali – Provvedimenti incentivazione basati su un meccanismo di sgravio fiscale a medio o lungo termine (art.7 D.Lgs 48/2020)

6. APE (Attestati di Prestazione Energetica) – Tre novità principali, tra cui il pagamento di una sanzione in caso di omissione dell’APE (art.9 D.Lgs 48/2020)

7. Calcolo della prestazione energetica degli edifici – Sono aggiornati i criteri generali per la definizione della metodologia di calcolo e dei requisiti di prestazione energetica degli edifici (art.6 D.Lgs 48/2020)

8. Portale Nazionale – Previsione di un Portale Nazionale sulla prestazione energetica degli edifici (art.8 D.Lgs 48/2020)

 

Proponiamo una sintesi delle parti più importanti.

Terminologia

In fase di definizione sono stati aggiunti termini inerenti alla domotica e riguardanti i sistemi tecnici a servizio degli immobili. Il BACS – Building Automation and Control System è un sistema che comprende tutti i prodotti, i software e i servizi tecnici che contribuiscono al funzionamento sicuro, economico ed energeticamente efficiente dei sistemi tecnici per l’edilizia. Ciò avviene tramite controlli automatici che facilitano la gestione manuale. Sono individuate 4 classi per risparmio energetico crescente come riportato in figura.

Si estende poi il significato di impianto termico chiarendo che costituiscono impianto tutte le tipologie di generatori, indipendentemente dalla potenza e dalla tecnologia. La definizione di impianto termico diventa: “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione.” Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.

Ristrutturazioni immobiliari

La finalità di questo decreto è quella di definire delle strategie di lungo termine come suggerito dal PNIEC – Piano Nazionale Integrato per l’energia e il clima. Nella fattispecie ci si concentra sulla ristrutturazione del parco immobiliare nazionale al fine di ottenere un parco immobiliare “carbon neutral” e ad alta efficienza energetica entro il 2050, con fissazione di obiettivi indicativi periodici per il 2030, il 2040 e il 2050, al fine del miglioramento della prestazione energetica, con un tasso annuali pari almeno al 3%.

Mobilità elettrica

È previsto l’obbligo di installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici di nuova costruzione, negli edifici sottoposti a ristrutturazione importante, negli edifici non residenziali dotati di più di 20 posti auto.

Si riportano delle tabelle di sintesi che differenziano gli obblighi tra edifici non residenziali e residenziali e tra nuova costruzione e ristrutturazione importante.

 

 

 

Impianti di climatizzazione

Il decreto rimanda ad uno specifico decreto del Presidente della Repubblica che sarà pubblicato in seguito. Ai sensi di quanto previsto dalla direttiva (UE) 2018/844, dovranno essere armonizzate nonché aggiornate le modalità di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione, accertamento e ispezione degli impianti termici degli edifici. Sono previste anche disposizioni in materia di requisiti, responsabilità e criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi cui affidare i compiti di ispezione degli impianti stessi.

Incentivi fiscali

Sono definiti i criteri per il monitoraggio dei risparmi energetici perseguiti e conseguiti ed è previsto che gli incentivi fiscali normati nei cosiddetti “eco bonus” saranno concessi a condizione che i predetti sistemi siano installati da un operatore in possesso dei requisiti prescritti. Sarà necessario un Decreto operativo che fissi i requisiti dei soggetti che provvedono all’installazione degli elementi edilizi e dei sistemi tecnici per l’edilizia.

APE – Attestato di Prestazione Energetica

L’APE è il documento che fornisce le informazioni relative alla prestazione energetica dell’immobile, di un edificio o di una unità immobiliare, attraverso l’utilizzo di specifici indici, ovvero esso riporta fabbisogni di energia necessaria per soddisfare annualmente le esigenze legate a un uso standard dell’immobile per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione e la produzione di ACS – Acqua Calda Sanitaria. Per l’attestato di prestazione energetica è stato aggiunto quanto segue:

 

• con i decreti attuativi successivi al presente decreto legislativo verrà aggiornata la modalità di calcolo e i requisiti minimi;

• in fase di progettazione per la realizzazione di nuovi edifici o per la ristrutturazione importante degli edifici esistenti si dovrà tener conto della fattibilità tecnica, funzionale, ambientale ed economica dei sistemi alternativi ad alta efficienza, se disponibili (per sistemi alternativi ad alta efficienza si intendono sistemi tecnici per l’edilizia tra i quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i sistemi di produzione di energia rinnovabile, la cogenerazione, il teleriscaldamento e il teleraffrescamento, le pompe di calore, i sistemi ibridi e i sistemi di monitoraggio e controllo attivo dei consumi, nonché il free cooling aerotermico, geotermico o idrotermico);

• nel caso di nuova installazione, sostituzione o miglioramento dei sistemi tecnici per l’edilizia i requisiti minimi comprendono il rendimento energetico globale, assicurano la corretta installazione e il corretto dimensionamento e prevedono inoltre adeguati sistemi di regolazione e controllo, eventualmente differenziandoli per i casi di installazioni in edifici nuovi o esistenti;

• per i nuovi edifici e gli edifici sottoposti a ristrutturazione importante, i requisiti dovranno rispettare i parametri del benessere termo-igrometrico degli ambienti interni, della sicurezza in caso di incendi, e dei rischi connessi all’attività sismica;

• ove tecnicamente ed economicamente fattibile, entro il 1°gennaio 2025 gli edifici non residenziali, dotati di impianti termici con potenza nominale superiore a 290 kW, dovranno essere dotati di sistemi di automazione e controllo;

• i BACS potranno essere valutati nel calcolo delle prestazioni e nella verifica dei requisiti minimi e la valutazione dei risparmi energetici conseguiti da tale tipologia di dispositivi sarà valutabile utilizzando la UNI CEI EN 15232;

• nel caso di nuovi edifici l’APE è prodotta a cura del costruttore (sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente), mentre nel caso di edifici esistenti, l’APE (se previsto) è prodotto a cura del proprietario dell’immobile;

• la produzione (non allegazione) dell’attestato di prestazione energetica è obbligatoria in caso:

a) di nuovi edifici per cui il rispetto dei requisiti minimi di prestazione energetica è indispensabile ad ottenere il permesso di costruzione;

b) di edifici sottoposti a ristrutturazione importante;

c) di edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione;

d) di compravendita immobiliare;

e) di trasferimento a titolo gratuito (donazioni);

f) di annunci immobiliari di vendita;

• in caso di omessa dichiarazione o allegazione, se dovuta, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, della sanzione amministrativa pecuniaria da € 3.000 a € 18.000; la sanzione è da € 1.000 a € 4.000 per i contratti di locazione di singole unità immobiliari e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, essa è ridotta alla metà; il pagamento della sanzione amministrativa non esenta comunque dall’obbligo di presentare alla regione o provincia autonoma competente la dichiarazione o la copia dell’attestato di prestazione energetica entro quarantacinque giorni;

• vi è l’obbligo di segnare la data del sopralluogo e del relativo verbale sottoscritto dal proprietario dell’immobile o un suo delegato.

 

Calcolo della prestazione energetica degli edifici

Secondo le disposizioni dell’articolo 6 del Dlgs 48/2020, che modifica l’articolo 4 del Dlgs.192/2005:

 

• prima dell’inizio dei lavori per la realizzazione di nuovi edifici o prima dell’inizio dei lavori per la ristrutturazione importante degli edifici esistenti, si tiene conto della fattibilità tecnica, ambientale ed economica dei sistemi alternativi ad alta efficienza, se disponibili;

• i nuovi edifici e gli edifici esistenti nei quali sia stato sostituito il generatore di calore, ove tecnicamente ed economicamente fattibile, sono dotati di dispositivi autoregolanti che controllino separatamente la temperatura in ogni vano o, ove giustificabile, in una determinata zona riscaldata o raffrescata dell’unità immobiliare;

• nel caso di nuova installazione, sostituzione o miglioramento dei sistemi tecnici per l’edilizia, i requisiti minimi comprendono il rendimento energetico globale, assicurano la corretta installazione e il corretto dimensionamento e prevedono inoltre adeguati sistemi di regolazione e controllo, eventualmente differenziandoli per i casi di installazione in edifici nuovi o esistenti;

• per i nuovi edifici e gli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti, i requisiti rispettano i parametri del benessere termo-igrometrico degli ambienti interni, della sicurezza in caso di incendi e dei rischi connessi all’attività sismica;

• ove tecnicamente ed economicamente fattibile, entro il 1° gennaio 2025 gli edifici non residenziali, dotati di impianti termici con potenza nominale superiore a 290 kW, saranno dotati di sistemi di automazione e controllo di cui all’articolo 14, paragrafo 4 e all’articolo 15, paragrafo 4 della direttiva 2010/31/Ue e successive modificazioni.

 

Portale nazionale delle prestazioni energetiche

Il decreto affida ad ENEA la creazione di un Portale Nazionale sulla prestazione energetica, con lo scopo di fornire a cittadini, imprese e PA, informazioni sulla prestazione degli edifici, sulle migliori pratiche di riqualificazione ed efficientamento energetico. A 90 giorni dall’entrata in vigore il Mise si occuperà dell’emissione di appositi decreti per definire le modalità di funzionamento del portale. Il portale servirà a raccogliere le informazioni, quali gli APE che verranno inoltrati per via telematica, le informazioni sugli impianti termici, la banca dati del GSE (Gestore servizi Energetici) e da ogni altra informazione relativa al parco immobiliare già in possesso della Pubblica Amministrazione.

Ricordiamo che PTE, tramite il personale che opera per l’area Efficienza Energetica e con l’Area Progettazione, è in grado di assistere le imprese in qualsiasi intervento di efficientamento, occupandosi di tutte le attività necessarie (analisi della situazione aziendale, fattibilità degli interventi, business plan, condivisione degli interventi, progettazione degli interventi, ottenimento degli incentivi, direzione lavori, monitoraggio dei risultati conseguiti, resoconto alla Direzione).