Siamo ormai arrivati a fine anno e possiamo riportare una sintesi dell’andamento dei prezzi delle commodity
L’anno 2016 è stato caratterizzato da prezzi futures e prezzi spot nella borsa elettrica italiana tra i più bassi mai raggiunti, per la felicità delle imprese e lo sconforto dei produttori. Poi, a settembre 2016, la situazione è completamente cambiata e tutti si sono improvvisamente accorti che il mondo non sarebbe stato più quello di prima. A causa della mancata riapertura di 17 centrali nucleari francesi, la Francia ha cominciato a importare energia elettrica dai Paesi confinanti, tra cui l’Italia. Il prezzo di borsa è passato da 40 €/MWh a più di 70 €/MWh e i futures per l’anno 2017 da meno 37 €/MWh a più di 47 €/MWh.
Durante il 2017 una serie di motivi hanno poi mantenuto elevati i prezzi. Riportiamo una sintesi divisa per trimestre:
• primo trimestre: l’anno si apre con un freddo polare e una domanda di gas dei clienti domestici in forte aumento (gennaio), cominciano a farsi sentire gli aumenti dei costi del carbone, i prezzi spot francesi altissimi trascinano quelli borsa elettrica italina, solo a marzo i prezzi spot e futures cominciano a calare, grazie all’aumento delle temperature e al Brent che si attesta sui 50 $ a barile;
• secondo trimestre: si comincia a sentire la mancanza delle precipitazioni invernali, con produzione di energia idroelettrica ai minimi, il bombardamento degli USA in Siria e le tensioni in Medio Oriente contribuiscono a far aumentare i costi del Brent; siamo nel momento dove i prezzi sono i più bassi dell’anno, anche se ci si accorge come i costi del carbone stiano costantemente e pericolosamente aumentando;
• terzo trimestre: si comincia con un aumento dei prezzi elettrici dovuti all’incremento delle temperature e alla mancanza di energia idroelettrica, mentre i prezzi del gas rimangono stabili; nei successivi mesi, invece, i prezzi aumentano, a luglio gli organi istituzionali certificano la ripresa economica mondiale e italiana, ad agosto le temperature raggiungono valori elevati e conseguentemente aumentano i consumi dovuti al condizionamento civile e a settembre dalla Francia arrivano cattive notizie circa la riapertura delle centrali nucleari;
• quarto trimestre: il trimestre si apre con la notizia del blocco dell’importante centrale nucleare francese di Tricastin e basta questa notizia a far aumentare i prezzi dell’energia elettrica e del gas; il petrolio, già a 60 $ a barile a fine ottobre, arriva a più di 65 $ a barile, livello più alto toccato dalla metà del 2015.
Se esaminiamo gli anni 2016 e 2017 possiamo riportare le seguenti osservazioni.
1. PREZZI SPOT (energia elettrica e gas naturale) – v. tab. 1 e 2
a. In Italia i prezzi della borsa elettrica sono mediamente aumentati, dal 2016 al 2017, di ben il 27%. Anche in Germania e in Francia si sono avuti aumenti importanti (rispettivamente del 19% e 23%) anche se i prezzi in questi Stati risulta inferiore a quelli italiani.
b. In Italia (PSV) e in Europa (TTF) il prezzo del gas è mediamente aumentato, dal 2016 al 2017, di circa il 23-24%. La differenza è pari a circa 2 c€/Sm3, valore che con le misure contenute nella SEN (Strategia energetica Nazionale) si potrebbe ridimensionare.