La Transizione 5.0 rappresenta un’evoluzione naturale del precedente piano Industria 4.0, con un focus specifico sulla sostenibilità ambientale e sull’efficienza energetica, oltre alla digitalizzazione dei processi industriali. Questo programma mira a favorire l’adozione di tecnologie innovative che non solo migliorino l’efficienza produttiva, ma che siano anche in grado di ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso delle risorse energetiche.
Il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legge 2 marzo 2024, n.19, convertito in legge il 29 aprile 2024, con cui è stato adottato il Piano Transizione 5.0; tale piano, dotato di un budget di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, prevede di incentivare gli interventi tramite un credito di imposta fino al 45% del valore dell’investimento sostenuto. Le modalità attuative del Piano Transizione 5.0 sono state poi definite nel decreto interministeriale adottato il 24 luglio 2024 ed ulteriori chiarimenti tecnici sono stati approfonditi nella circolare operativa emessa dal GSE in data 16 agosto 2024.
Il credito di imposta è inoltre cumulabile con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali che abbiano ad oggetto i medesimi costi, purché il cumulo non ecceda il 100% dei costi (es. contributo a fondo perduto o altri interventi dei vari enti).
L’agevolazione è destinata a tutte le imprese italiane, indipendentemente da forma giuridica, settore di appartenenza e dimensione.
Gli incentivi riguardano investimenti e progetti di innovazione da realizzarsi negli anni 2024 e 2025. Gli investimenti devono essere realizzati entro il 31.12.2025.
In particolare, si definiscono tre ambiti di intervento:
• Investimenti in beni strumentali materiali e immateriali tecnologicamente avanzati
• Investimenti finalizzati all’autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili
• Spese per la formazione del personale in merito a tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica
Il primo ambito definisce i cosiddetti interventi trainanti, ossia quegli interventi che sono necessari per accedere all’agevolazione, mentre gli interventi relativi al secondo e al terzo ambito sono i cosiddetti interventi trainati, che quindi possono essere adottati dall’azienda ma che da soli non possono accedere all’incentivo.
Il Risparmio Energetico: almeno 3% o 5%
Uno degli aspetti più rilevanti della Transizione 5.0 riguarda l’obbligo per le imprese di conseguire un risparmio energetico, dovuto esclusivamente agli investimenti del primo ambito, pari almeno al 3% o al 5%, a seconda che venga calcolato con riferimento, rispettivamente, all’intera struttura oppure rispetto al processo produttivo interessato dall’intervento. Tale risparmio va prima stimato e poi, una volta terminato l’intervento, determinato tramite un sistema di monitoraggio energetico e certificato da un tecnico.
Nella tabella seguente sono indicate le aliquote del credito d’imposta ottenibili, calcolate rispetto al valore dell’investimento previsto sui beni cosiddetti trainanti e in relazione alla riduzione dei consumi energetici conseguita (R).